Motore, azione!
Un enorme elefante di lamiera, uno di quegli autobus kenioti che sembrano animali di una preistoria tecnologica che in Africa è ancora il presente, sfreccia sulla strada polverosa che da Malindi conduce in mezzo alla savana, nel regno degli animali veri, quelli selvaggi che nulla sanno di cineprese e fiction televisive. E' passata da poco l'alba e questa è la prima scena di “Amici per la pelle”, il film che Canale 5 ha deciso di ambientare a Malindi. Non c'è l'attesissimo Massimo Boldi, a lui toccherà rinverdire i fasti di un suo amico, altro mattatore di cinema e televisione, quel Diego Abatantuono che come lui mosse i primi passi da comico sullo storico palco milanese del “Derby” e che, a distanza di quindici anni, come lui si ritrova a Malindi per girare un film. Erano i tempi di “Nel continente nero”, che raccontava una colonia d'italiani che oggi è molto diversa. Erano avventurieri, cacciatori, trafficanti all'acqua di rose, anzi al frutto della passione. Oggi sono imprenditori seri, operatori turistici, catene alberghiere come il “Key group” che ospita la troupe e l'intero cast nelle sue strutture. La regista Francesca Marra si ripara dal sole e fa ripetere la scena. L'elefante fa inversione di marcia e si prepara a un'altra corsa, mentre la polizia locale, timidamente, regola il poco traffico di biciclette e qualche fuoristrada sullo sterrato.
Ma c'è un film nel film, in mezzo al verde della splendida periferia di Malindi, tra baobab e buganvillee, a poche decine di metri dalla radura di “maji kubwa”, una pozza d'acqua dove gli animali vanno ad abbeverarsi, prima che il sole del mattino li rispedisca tra gli arbusti. I protagonisti del film nel film sono ragazzi, anziani, mamme con neonati in braccio, contadini con la falce in mano.
Usciti dalle loro capanne e ora immobili sotto il sole a guardare con paralizzante curiosità il “sarakasi”, il circo dei bianchi, degli “wazungu”. Dietro al bus che lascia una scia di polvere di terra rossa, s'intravvede un uomo che sembra uscito da un altra pellicola. Pantaloni, giacca e cappello, ventiquattrore nella mano destra e passo spedito che stona con lo sguardo spaesato. Come sempre accade da queste parti, anche nel film malindino, sarà una masnada di bambini a dargli il benvenuto in Kenya: “Jambo italiano!”.
Il sole si fa cocente, la produzione monta i gazebo e distribuisce bottigliette d'acqua minerale. La squadra d'appoggio della “Blue Sky” di Nairobi si muove febbrilmente e la troupe italiana si organizza con ordine. L'avventura è iniziata, proseguirà fino al 20 dicembre e il Kenya sembra ringraziare della scelta. Intanto Massimo Boldi arriva al Coral Key e da domani sarà in pista, con le riprese serali al Casino di Malindi e con gli altri protagonisti di “Amici per la pelle”, Barbara De Rossi, Maurizio Mattioli, Antonio Catania. Si dice che Malindi sia un palcoscenico naturale, che da anni srotola pellicole e intreccia storie epiche o piccoli quadretti esotici, avventure senza fine o brevi e intensi filmini vacanzieri. E' un posto unico, dove un set cinematografico o televisivo sembra sempre una matrioska, uno di quegli esercizi di stile dei registi che vogliono raccontare il cinema dal didentro. Qui la vita è più vera che altrove e forse per questo, a chi in Italia sta perdendo la dimensione del sogno, della fantasia, della meraviglia d'incantarsi davanti a un tramonto o a un albero fiorito mosso dal vento, sembra semplicemente una “fiction”.
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